La colposcopia è l’esame che viene sempre raccomandato in caso di pap-test alterato per approfondire lo stato di salute della donna. Costituisce pertanto un esame di secondo livello nel percorso di prevenzione del tumore della cervice uterina.

Cos’è la colposcopia

La colposcopia è un esame ginecologico nel quale il medico indaga la morfologia della mucosa cervicale e vaginale fin nei dettagli più minuti, avvalendosi del colposcopio (una sorta di microscopio).
Lo stesso esame può essere applicato allo studio delle alterazioni cutanee dell’area genitale (vulva e perineo), prendendo il nome di “vulvoscopia”.
In alcuni casi può essere eseguito anche nel maschio, sotto il nome di “peniscopia”, soprattutto nel dubbio di alterazioni di origine virale da papillomavirus (HPV).

Quando è indicata la colposcopia

  • In caso di pap-test alterato: la colposcopia permette di individuare le eventuali lesioni displastiche (pre-tumorali) a livello di cervice e/o vagina e ne consente la diagnosi accurata mediante biopsia mirata con esame istologico.
  • In caso di sospetti condilomi genitali (piccole escrescenze verrucose secondarie all’infezione da HPV) o altre alterazioni evidenti dei genitali per le quali la visita ginecologica non sia stata dirimente.
  • In caso di sintomatologia genitale (prurito, bruciore, dolore, fastidio, perdite di sangue o secrezioni di varia tipologia) di non univoca interpretazione, recidivante o non responsiva alle terapie.

Come si eseguono colposcopia e vulvoscopia

Per il corretto svolgimento della colposcopia è necessaria la visualizzazione di cervice uterina e vagina mediante l’utilizzo dello speculum vaginale, adeguatamente lubrificato.
L’utilizzo del potere di ingrandimento visivo del colposcopio, permette di rilevare aree alterate anche di dimensioni molto piccole. Una volta identificata una lesione, è possibile eseguire la biopsia mirata su di essa, per una migliore caratterizzazione diagnostica.

La vulvoscopia, invece, prevede la sola ispezione dei genitali esterni ed aree attigue (vulva, perineo ed area perianale), sempre con l’ausilio del colposcopio. In questo caso si ricercano alterazioni cutanee che possano essere la causa della sintomatologia riferita dalla paziente.
Questi esami hanno una durata media di 10 minuti e solitamente non sono più fastidiosi di una comune visita ginecologica.

LA COLPOSCOPIA: DOMANDE FREQUENTI

La colposcopia è un esame doloroso?
No. Non è più fastidioso di un pap-test. Infatti, similmente al pap-test, si utilizza lo speculum vaginale per visualizzare la cervice uterina. A questo punto, la cervice viene toccata non con delle spatole o spazzolini, come nel pap-test, ma con delle garze imbevute di “coloranti”. Generalmente si tratta di una procedura ben tollerata.

La colposcopia è utile solo quando il pap-test è alterato?
No. Talvolta il ginecologo può richiedere l’esecuzione della colposcopia per valutare più dettagliatamente una particolare condizione rilevata durante la visita, come ad esempio: alterazioni della morfologia della cervice, presenza di cisti, presenza di modificazioni delle mucose vaginali.

Il mio compagno deve fare degli accertamenti?
Dipende. Nell’uomo, l’esame corrispondente alla colposcopia si chiama “peniscopia”. È sempre indicato nel dubbio di lesioni da HPV ai genitali maschili. Anche in assenza di alterazioni visibili ad occhio nudo, è possibile sottoporsi alla peniscopia per una più accurata valutazione.  Così come nella donna, anche nell’uomo l’infezione da HPV costituisce un rischio verso alterazioni displastiche ed eventualmente tumorali, anche se molto più raramente.

Lorenzo Agoni, Medico specialista in Ostetricia e Ginecologia

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