È scientificamente riconosciuto come la pandemia da Covid-19 non sia stata solo una emergenza di tipo sanitario ma anche di tipo psicologico con conseguenze a lungo termine soprattutto nelle fasce più vulnerabili della popolazione, compresi i bambini.
Sono aumentati i comportamenti di rabbia, manifestazioni ansiose e depressive e problemi di natura comportamentale anche in bambini molto piccoli.

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Cosa è successo ai bambini negli ultimi due anni?

Uno dei bisogni primari dei bambini è quello di stabilità, anche intesa come abitudini, aderenza a delle routine, solidità di legami relazionali.
L’emergenza sanitaria ed i conseguenti lockdown hanno destabilizzato e in qualche modo distrutto la stabilità in particolare in chi ha dovuto subirla senza poter ben comprendere quello che succedeva: i bambini. I minori inoltre sono potenzialmente stati vittime delle ansie e delle paure degli adulti, hanno subito delle perdite e non hanno potuto trovare sempre il conforto necessario.

L’interruzione della frequentazione della scuola o dei pari in momenti ludici ha creato delle lacune in delle tappe fondamentali dello sviluppo. Anche la semplicità di una passeggiata al parco, poter esplorare, muoversi liberamente è stato subito con frustrazione e disagio, limitando il bisogno fisiologico di movimento e libertà. Anche lo scambio emozionale, necessario specialmente nelle fasi di sviluppo, è stato fortemente compromesso dal vedere molto meno gli altri o vederli con una mascherina che ostacola l’interpretazione delle espressioni e lo scambio reciproco.

Prenditi cura del tuo piccolo!

Come riconosco i campanelli d’allarme?

Questi disagi si sono spesso tradotti in comportamenti – problema a cui bisogna prestare particolare attenzione per poter dare risposte adeguate e immediate:

  • Irrequietezza
  • Rabbia
  • Irritabilità
  • Disturbi del sonno
  • Mancanza di appetito/ Aumento dell’appetito
  • Comportamenti ripetitivi
  • Disturbi digestivi o frequenti mal di testa
  • Mancanza di interesse negli altri
  • Enuresi ed encopresi

Come affrontare il problema?

Il trattamento proposto, dopo attenta analisi dei bisogni del minore e analisi della relazione genitore-bambino si basa essenzialmente sulla complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti in un’ottica che coinvolga i diversi componenti del nucleo familiare. Una fase molto importante del trattamento è l’osservazione della relazione genitori-bambino che aiuta a identificare punti di forza e di debolezza per orientare in modo funzionale il Parent-Training.

Anche la Mindfulness (una pratica che affonda le sue radici nella meditazione) si è rivelata molto funzionale nei bambini anche piccoli che imparano a riconoscere e validare le proprie e altrui emozioni.
Vengono proposti esercizi specifici che coinvolgono il corpo, l’attenzione, il pensiero e il cui fine è coltivare l’abitudine alla consapevolezza per raggiungere uno stato mentale più incline alla tranquillità e alla felicità.
L’approccio combinato di queste tecniche permette di raggiungere risultati soddisfacenti e durevoli nel tempo.

Dott.ssa Patrono Alessandra

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FAQs

È un intervento che ha lo scopo di coinvolgere i genitori nel processo educativo, riabilitativo e terapeutico, attraverso l’insegnamento di abilità necessarie per contrastare situazioni familiari problematiche e l’acquisizione di un atteggiamento orientato al problem-solving.

Tutta la fase del trattamento, dalla valutazione alla presa in carico, viene vissuta e proposta al bambino come un gioco attraverso attività di interesse, giochi interessanti e momenti ludici.

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