10 Ottobre 2016

Le nuove opportunità diagnostiche in pediatria grazie all'utilizzo dell'ecografia polmonare.

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Dr.ssa Elena Torri, Medico Chirurgo specialista in chirurgia generale e medico d'urgenza BresciaMEd.

Avete mai sentito parlare di ecografia polmonare? Vi sembra un'idea assurda? Il contenuto aereo del polmone dà origine a degli artefatti, ma…se fosse possibile imparare a interpretarli? E se questi si rilevassero così caratteristici e riproducibili a seconda della patologia sottostante da permettere di identificarla con relativa facilità?

Se proverete a dare un'occhiata alla letteratura esistente vi renderete conto del fatto che non è stato scritto molto a riguardo, si tratta di un campo ancora relativamente inesplorato, dal punto di vista delle pubblicazioni…e per questo forse ancor più affascinante. 

L’ecografia polmonare

L’ecografia polmonare è un metodo innovativo che, allo stato attuale, non può ancora sostituire la radiologia tradizionale ma ne diviene un complemento molto utile. Un valore aggiunto è costituito dalla possibilità di eseguire un primo e rapido inquadramento bedside (a letto), che si rivela particolarmente versatile anche in ambito pediatrico.

L’impiego degli ultrasuoni nello studio del polmone permette di orientare una prima diagnosi verso una localizzazione bronco-pneumonica, uno pneumotorace e/o quadri di atelettasia. In caso di versamenti pleurici la metodica appare decisamente più sensibile e più agevole rispetto all'impiego della tradizionale radiografia del torace. Il limite sostanziale della metodica ecografica è quello di non permettere di individuare processi patologici che non raggiungono e/o non coinvolgano la parete del torace. Il bilancio complessivo dell’impiego degli ultrasuoni nella diagnostica della patologia polmonare appare decisamente positivo in quanto ha consentito una significativa riduzione dell’impiego della radiografia. Questo risultato lusinghiero appare di particolare significato etico in una specialità come la Pediatria.

La patologia polmonare acuta rappresenta una sfida quotidiana per il Radiologo (d’Urgenza), al quale è richiesto di porre una diagnosi sulla base di un radiogramma del torace, eseguito spesso in condizioni tecniche precarie. La Tomografia Computerizzata (TC), pur essendo uno strumento decisivo per ovviare alla scarsa accuratezza del radiogramma del torace, non sempre è eseguibile in questi pazienti e soprattutto espone ad una dose maggiore di radiazioni ionizzanti.

Recentemente l’impiego dell’ecografia toracica per lo studio della patologia acuta sta diventato sempre più diffuso. Nel neonato, come nell'adulto, sono visibili gli strati superficiali rappresentati dal tessuto sottocutaneo e dai muscoli, le coste, che alla scansione longitudinale appaiono come strutture curvilinee associate a un cono d'ombra posteriore e la pleura, visibile come una linea ecogena regolare che si muove consensualmente all'attività respiratoria. Oltre l'interfaccia pleura-polmone, la presenza dell'aria non permette la visualizzazione del parenchima, ma la grande differenza di impedenza acustica produce degli artefatti.

L’ecografia toracica è utile per chiarire la natura e la pertinenza anatomica di reperti radiografici dubbi, permettendo di distinguere tra focolai flogistici, atelettasie e versamenti pleurici. Nei pazienti affetti da fibrosi cistica può permettere di svelare eventuali complicanze, tra cui il pneumotorace, inoltre è anche più sensibile del radiogramma nell'identificare fratture costali, sternali e della clavicola.

L'ecografia, inoltre, come metodica presenta molti e indiscussi vantaggi:

  • Il basso costo
  • La semplicità e la rapidità di esecuzione
  • La ripetibilità
  • La non invasività
  • La disponibilità

Oltre a ragioni radio-protezionistiche, che impongono un maggiore interesse per l’ecografia toracica in campo pediatrico, ed il fatto, non secondario, di permettere, rispetto alle radiografie, una migliore visualizzazione dell'interstizio.

Alla luce di questo…non pensate che varrebbe la pena di parlarne, e approfondire?